Come misurare la brillantezza di una superficie?

Come misurare la brillantezza di una superficie?

Strumenti indispensabili per il Verniciatore: Il Glossmetro

Abbiamo parlato di applicazione rivestimenti, di verniciatori e di reparti di verniciatura nei svariati settori. In questo articolo vedremo uno strumento poco conosciuto ma estremamente importante per molte applicazioni e vedremo il perché.

 

Si tratta del Glossmetro, un misuratore di brillantezza superficiale che trova particolare applicazione sulla verifica dei rivestimenti, in particolare la verniciatura, ma non solo, può essere impiegato per valutare ogni tipo di superficie come ad esempio i metalli lucidati oppure legno, plastica, ceramica e altro ancora. Questa particolare misurazione potrebbe essere associata esclusivamente agli articoli di lusso, agli accessori di arredo o di impatto e abbellimento, invece ricopre un ruolo essenziale anche in altre importanti applicazioni per determinare il grado di finitura di un manufatto, oppure dove vengono richieste spesso superfici con caratteristiche particolari di lucentezza e riflessione come nel settore della sicurezza per un fatto di luminosità; lo troviamo anche nel settore dei trattamenti sui metalli e altri materiali sottoposti a lucidatura. Il Glossmetro, nome che deriva da “Gloss”, l’unità di misura utilizzata per determinare il grado di brillantezza, è di fatto uno strumento essenziale in svariate applicazioni.

 

Come misurare la brillantezza di una superficie: gli aspetti importanti per la scelta di un Glossmetro

  • La scelta dell’ottica di misurazione. L’aspetto certamente più importante che dobbiamo valutare. Devi sapere che il Glossmetro effettua la lettura della brillantezza di una superficie attraverso l’impiego di una lampada e di un’ottica con diversa angolazione per la lettura. Le diverse ottiche a disposizione regolate dalle normative di riferimento (ISO 2813, GB/T 9754, ASTM D 523, ASTM D 2457) consentono cosi di effettuare delle misurazioni in differenti gradi di inclinazione offrendo un ampio range di utilizzo. Vediamo quali sono le ottiche più comuni e le loro caratteristiche:
    • Ottica standard 60°, la più utilizzata in grado di offrire un range di misura intermedio che copre sia superfici opache che brillanti.
    • Ottica 20° Per misurazioni con un elevato grado di Brillantezza (come ad esempio metalli lucidati a specchio o vernici ad alto grado di riflessione)
    • Ottica 85° Per superfci opache
    • Ottica 45° utilizzata quasi esclusivamente in ambito militare

Una informazione utile! In caso vi trovate di fronte ad una specifica con un valore in Gloss dove non viene indicata l’ottica di lettura, significa che si tratta del 60° standard.

  • La finestra di lettura. Questi strumenti sono dotati di una finestra posta sulla base di appoggio che va posizionata sulla superficie da misurare, attraverso questa apertura viene proiettato un fascio di luce bianca non polarizzata sulla superficie del campione da testare ad un angolo di incidenza scelto in funzione alle proprie esigenze. Un’ottica di misura ne rileva il grado di riflessione e lo tramuta in un valore numerico espresso in “Gloss”. A questo punto ti chiederai cosa devi sapere di importante in merito a questa finestra? Semplicemente che questa apertura deve essere totalmente coperta durante la misurazione, ossia non deve esserci una infiltrazione di luce che può compromettere il risultato. Perciò, fai attenzione alla forma della superficie e al grado di finitura, nel caso di letture su oggetti concavi o convessi capirai che non è ipotizzabile ottenere una rilevazione attendibile, in alternativa è possibile trovare alcuni strumenti con finestre di misurazione molto ridotte, oppure creare dei campioni appositi per il test con superfici lisce che ricalcano fedelmente gli originali.

 

 

  • L’ampiezza della scala di misura. In commercio troviamo molti strumenti in grado di effettuare la misurazione della brillantezza monoangolo e multiangolo, ma non tutti hanno un campo scala sufficiente per alcune applicazioni, come ad esempio nel caso di una misurazione ad elevato grado di brillantezza con un’ottica a 20° che possiamo trovare in vernici speciali o nelle superficie lucidate a specchio. In questi casi è necessario assicurarsi che lo strumento scelto abbia almeno un campo scala che raggiunga i 1000 Gloss (GU). Un fondo scala di 100/200 Gloss possono essere sufficienti in svariate applicazioni, specie con l’ottica standard di 60°, ma risultano limitative nel caso in cui esistano o nascano esigenze diverse in fase di produzione e sviluppo.
  • Differenti versioni. Abbiamo parlato di ottiche di misura con angolazioni differenti, ma questo cosa comporta nella scelta dello strumento? Semplicemente un fattore di selezione dell’articolo più idoneo alle nostre necessità. In commercio ci sono articoli monoangolo (generalmente a 60° standard) e multiangolo a 2 o 3 angoli di misura in grado di effettuare la lettura in simultanea nelle diverse angolazioni. Come ho accennato prima, la scelta va fatta in funzione alle proprie richieste e specifiche di riferimento, certo che un fattore da non trascurare riguarda le necessità future, anche se oggi la tua specifica richiede solamente l’ottica standard a 60°, non e detto che in futuro non ti possa servire anche le altre angolazioni di misura e di conseguenza una versione multiangolo potrebbe essere al soluzione ottimale.
  • La piastra di calibrazione. Da non trascurare questo aspetto decisamente fondamentale, si tratta della parte più importante dello strumento che non deve mancare a corredo del Glossmetro e consente di effettuare la calibrazione ad ogni utilizzo. Generalmente è sempre all’interno del kit di fornitura, ma meglio accertarsene!

 

 

  • L’interfaccia dati. Non è una funzione essenziale, ma oggi rappresenta certamente un tassello saliente, siamo nell’era digitale e tutto viaggia attraverso file di dati e report dettagliati, perciò, ammenochè tu non debba fare solamente delle misurazioni saltuarie, meglio avere un sistema di archiviazione supportato dalla fornitura di un software dedicato per il trasferimento e la gestione di tutte le misurazioni eseguite con la creazione di report dettagliati.

 

Volete sapere come gestire i dati del Glossmetro ARW? Scopritelo in questo articolo!

Tutto ciò che dobbiamo sapere sulla serie di Glossmetri ARWMisure

Oltre al Glossmetro per misurare la brillantezza di una superficie, ARW propone una vasta gamma di strumenti di misura indispensabili per chi si occupa di manutenzione: scopri nei nostri articoli tutto ciò che c’è da sapere!

 

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