Anemometro a Ventolina: consigli utili nella scelta

Anemometro a Ventolina: consigli utili nella scelta

Abbiamo parlato di impianti di condizionamento e riscaldamento e della misurazione della velocità e portata di un flusso d’aria attraverso l’impiego di un anemometro, ora vediamo quali sono le caratteristiche principali e gli accorgimenti per una scelta consapevole di un anemometro a ventolina, la versione più comunemente utilizzata.

 

Il principio di funzionamento di questa tipologia di Anemometro è costituito da un moto rotatorio generato da un sensore a ventolina che chiaramente comporta delle caratteristiche di funzionamento specifiche da valutare attentamente prima di selezionare l’articolo più idoneo alle nostre esigenze. Vediamole insieme:

  • Lo spunto di partenza, ossia trattandosi, come abbiamo detto, di un moto rotatorio deve esserci un minimo di flusso come spunto di partenza della ventolina, anche se pur minimo si tratta di un 0.3-0.4m/s in funzione della ventolina utilizzata, in alcuni casi con ventoline di diametri elevati (oltre i 100mm)arriviamo anche ad un 0.4-0.5m/s. Questo particolare si traduce sostanzialmente nel campo di utilizzo di questa versione che non si adatta a flussi con velocità molto basse dove è necessario avere una sensibilità maggiore e uno spunto di partenza più basso come ad esempio nelle cappe di aspirazione o in alcuni diffusori, dove è opportuno affidarsi ad un’altra tipologia di strumento che sfrutta il principio di funzionamento a Hot Wire “Anemometro a Filo Caldo
  • Prettamente direzionale, facilmente intuibile che questo sistema che sfrutta la rotazione di una ventolina risulta affidabile nella misurazione flussi di aria in un’unica direzione e non in modo omnidirezionale. Cosa significa? In parole semplici che la misurazione deve essere effettuata su un flusso direzionale come ad esempio all’uscita di una bocchetta oppure davanti al una tubazione, mentre su diffusori, cappe di aspirazione o peggio ancora in ambiente aperto diventa particolarmente difficile ottenere una lettura attendibile.

 

 

  • L’ingombro, come possiamo immaginare la maggior parte dei sensori a ventolina in commercio hanno dimensioni abbastanza sostenute che partono da diametri di 50/60mm standard per raggiungere dimensioni di oltre i 100mm, perciò risulta complicato poter effettuare delle misurazioni all’interno dei canali attraverso fori di ispezione, in quanto le dimensioni dei fori non permettono di inserire il sensore a ventolina e di conseguenza è necessario affidarci ad altre soluzioni più idonee come il filo caldo o il tubo di pitot. Da precisare che in commercio esistono anche delle micro ventoline con diametri molto piccoli che si aggirano sui 15/16mm, chiaramente si tratta di meccanismi abbastanza delicati e, personalmente, avrei molto timore ad impiegarli per una misurazione, specie a velocità sostenute.
  • Le impurità, come per altre tipologie la presenza di pulviscolo o altro materiale organico all’interno del flusso di aria può rappresentare una minaccia per il corretto funzionamento del sensore a ventolina che essendo un meccanismo di rotazione è composto da parti abbastanza delicate, l’infiltrazione di polvere o altro potrebbe compromettere la scorrevolezza o alterare le caratteristiche della ventola minando il corretto funzionamento. In questi casi è in tutte le situazioni dove ci sono delle condizioni ostili è opportuno affidarsi ad altra tipologia di anemometro come ad esempio il Tubo di Pitot.
  • La temperatura, altro fattore critico che può generare una problematica nella misurazione, temperature molto elevate possono generare difficoltà nella misurazione e se raggiungono livelli importanti anche il danneggiamento del sensore. In questi casi l’unico strumento idoneo è la versione di Anemometro a Tubo di Pitot in grado di sopportare anche temperature di 500, 600°C per brevi periodi di esposizione.
  • Il campo di misura, pur essendo soddisfacente, dobbiamo tener conto che non è possibile raggiungere velocità elevatissime, generalmente la maggioranza degli anemometri a ventolina arrivano ad un massimo di 30-35m/s con alcune eccezioni di 45m/s che considero un dato esagerato se calcoliamo che si tratta di oltre 160km/h e per una ventolina è veramente tanto.

 

Oltre a questi fattori decisamente importanti per valutare la scelta dell’Anemometro a Ventolina più idoneo alla nostra applicazione, è utile tener conto anche delle specifiche offerte dallo strumento in termini di dotazione e funzioni che possono aiutarci a gestire al meglio le varie rilevazioni, come ad esempio:

  • La presenza di un sistema di registrazione dei dati con l’interfaccia per il collegamento a PC e il relativo software di gestione.
  • La funzione di calcolo della portata in automatico con il semplice inserimento delle dimensioni o dell’area del condotto
  • La presenza di un sistema di connessione del sensore a ventolina con un apposito connettore, in questo modo, a differenza delle versioni con cavo fisso, è molto più semplice la sostituzione in caso di guasto o rottura

 

Oltre all’Anemometro per la misura della velocità e portata di un flusso d’aria, ARW propone una vasta gamma di strumenti di misura indispensabili per chi si occupa di manutenzione: scopri nei nostri articoli tutto ciò che c’è da sapere!

 

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