Come scegliere un anemometro a filo caldo: i consigli dell’esperto

Come scegliere un anemometro a filo caldo: i consigli dell’esperto

Abbiamo parlato di impianti di condizionamento e riscaldamento e della misurazione della velocità e portata di un flusso d’aria attraverso l’impiego di un anemometro, ora vediamo quali sono le caratteristiche principali e gli accorgimenti che contraddistinguono l’Anemometro a filo caldo.

 

Il principio di funzionamento di questo anemometro è costituito da un sistema “Hot Wire” che si basa su una Termoresistenza mantenuta ad una temperatura stabile, per spiegarla in parole semplici senza entrare nel tecnicismo, la misura avviene attraverso un calcolo della velocità di variazione della temperatura di un filamento molto sottile (generalmente viene utilizzato il Tungsteno) a contatto con il flusso di aria. Siccome questa variazione incide sulla resistenza elettrica del materiale, si ottiene una rapporto tra la velocità del flusso di aria e la resistenza del filo, il tutto sulla base di una auto compensazione della temperatura del flusso d’aria.

Il Termo Anemometro a filo caldo, grazie a questo principio di funzionamento molto preciso e sensibile, è in grado di fornire una risposta più veloce rispetto alle altre tipologie di Anemometri e trova particolare applicazione nel campo delle misurazioni nel settore dell’impiantistica HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) sia nelle misurazioni dei canali e condotti che sulle bocchette o diffusori.

 

Quali sono gli accorgimenti e le caratteristiche relative a questa tipologia di anemometro a filo caldo?

  • La sensibilità. Questo principio di funzionamento è particolarmente apprezzato per la sensibilità della misura, a differenza delle altre versioni non ha la necessità di uno spunto di partenza come per il principio a ventolina e per questo motivo risulta molto efficace alle basse velocità garantendo una buona precisione e affidabilità. Grazie a questo fattore trovano particolare applicazione nella rilevazione di cappe aspiranti e cabine di verniciatura dove la velocità è molto bassa e necessita di una sensibilità elevata
  • La misura omnidirezionale. Grazie alle sue caratteristiche permette di rilevare il flusso di aria anche se proviene da una angolazione leggermente inclinata, esistono delle versioni a filo caldo con un sistema di rilevazione omnidirezionale a 360° per misurazioni in ambienti aperti.
  • L’ingombro. Particolare da non sottovalutare, che consente di avere delle sonde di misura con dimensioni di circa 10 mm di diametro o anche inferiori, essenziale nelle situazioni dove dobbiamo effettuare misurazioni all’interno di canali e tubazioni sfruttando i vari fori di ispezione previsti nell’impianto. Il fatto di non essere prettamente direzionale nella misurazione diventa utile anche in questo caso considerato le turbolenze che possiamo incontrare in questi casi specifici.
  • Il sistema telescopico. Si tratta di un sistema molto interessante che non è presente in tutti i modelli ma è importante assicurarsi che ci sia, per quale motivo? Semplicemente perché questo meccanismo permette di variare la lunghezza della sonda e di conseguenza possiamo raggiungere agevolmente diversi punti specie all’interno di canalizzazioni dove è necessario effettuare diverse misure in punti differenti a causa delle turbolenze.

 

 

  • Il costo. Decisamente superiore alle versioni a ventolina, ma con delle caratteristiche specifiche a cui non è possibile rinunciare e per alcune applicazioni diventa una scelta obbligata legata a dei fattori chiave come la sensibilità, la velocità di risposta e le dimensioni ridotte del sensore.

 

Alcuni situazioni da evitare nell’utilizzo dell’anemometro a filo caldo

  • Le velocità elevate, i vari modelli presenti sul mercato offrono soluzioni che arrivano ad un max. di 45m/s che considero molto elevato come dato per un sistema a filo caldo, il consiglio è di non superare i 30 m/s e fare attenzione agli spunti di partenza come negli impianti di aspirazione che possono raggiungere velocità iniziali molto elevate se misurate in prossimità del motore.
  • La presenza di Impurità nel flusso; attenzione alla tipologia di flusso d’aria che andiamo a misurare! come abbiamo detto precedentemente si tratta di un sistema abbastanza sensibile e delicato, perciò misurazioni di flussi con presenza di pulviscolo o altro materiale solido o liquido potrebbe danneggiare seriamente il sensore con costi di manutenzione sostenuti. In questi caso ti consiglio di utilizzare il sistema a Tubo di Pitot.
  • Alte temperature, per lo stesso motivo indicato nel punto precedente, è raccomandabile non impiegare questa tipologia di Anemometro in caso di flussi di aria a temperatura elevata al di sopra dei 70/80°C. In questo caso meglio affidarsi sempre alla versione a Tubo di Pitot, l’unico sistema in grado di sopportare dei valori termici elevati.

In conclusione possiamo dire che si tratta dello strumento più indicato per le verifiche e i collaudi degli impianti di condizionamento e climatizzazione grazie alle sue caratteristiche costruttive e al principio di funzionamento. Da non sottovalutare la possibilità di avere degli Strumenti multifunzione che possono rendere tutto più semplice, dipende dalle possibilità di spesa. Queste versioni offrono una gamma di sonde aggiuntive che consentono di trasformare lo strumento nelle diverse tipologie di anemometro, ventolina, filo caldo, tubo di pitot e non solo, grazie al sistema di interfaccia per diverse tipologie di misurazione, è possibile rilevare altri parametri come la pressione, l’umidità ambiente, la luminosità e altro ancora.

 

Esempio di funzionamento della versione di Anemometro a Filo saldo ARW-8880

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